Stay Bended

  

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Endo, endo, endo…. parliamoci chiaro l’introduzione degli strumenti in nichel titanio in endodonzia ha veramente segnato una svolta epocale in materia, soprattutto per la loro flessibilità, “super elasticità”(anche se non è proprio corretto :pseudoelastico) e resistenza.

Queste leghe NiTi appartenenti alla famiglia SMA (shape memory alloys), prevede circa uguale quantità di Ni e Ti: tale lega è nota come “NITINOL” (sigla di Nickel Titanium Naval Ordinance Laboratory)

I materiali NiTi vengono sottoposti a lavorazioni a caldo (forgiatura, laminazione a caldo, ecc.) seguite da una serie di trattamenti a freddo e, successivamente, ancora a caldo (ciclo termico) variabili a seconda degli scopi che si vogliono perseguire:

  • Miglioramento della deformabilità della fase martensitica
  • Maggior resistenza della fase austenitica
  • Grado di super elasticità
  • Conferimento e recupero di una forma (parziale o totale)
  • Meccanismo di memoria di forma a due vie
  • Proprietà delle superfici.

il NiTi appartiene alla famiglia delle leghe intermetalliche, questo significa che tale lega può esistere in diverse forme cristallografiche, alle quali corrispondono tre fasi distinte con proprietà meccaniche diverse: austenitica, di trasformazione, martensitica o SIM (stress induced Martensite)

 

cristallografianiti

 

  • Fase Austenitica (A) : con reticolo cubico a corpo centrato. È la fase più stabile.
  • Fase Martensitica (M): con reticolo esagonale compatto. È la fase più instabile e duttile.
  • Fase di Trasformazione (T): è composta a sua volta da una serie di fasi intermedie Ogni fase cristallina esiste in un limitato intervallo di temperature . La transizione da una fase allaltra è possibile solo allinterno di una gamma di temperature comprese tra quella iniziale e quella finale di trasformazione

Ma questa memoria di forma ci è sempre utile clinicamente???

Ci sono già delle aziende che stanno riducendo la memoria di forma dei loro strumenti, proprio perché questo ritorno elastico non sempre ci aiuta, infatti questa “voglia” di tornare alla sua forma originale specialmente in canali curvi fa si che lo strumento lavori più all’esterno della curva. In questo modo non conformeremo tutte le pareti allo stesso modo. Questo si chiama spring back effect.

Inoltre ci sono dei casi: scalini, false strade, o semplicemente settimi superiori con un rapporto camera pulpare/configurazione canalare non proprio favorevole e perché no a volte ci si mette anche il paziente che “apre poco la bocca”….. pensateci bene…. in questi casi vi è mai venuta la voglia e l’idea di voler precurvare il super performante strumento in Ni-Ti???

Beh a me si … e leggendo qua e la, come in parte vi ho riportato sopra , sembra essere tutto un gioco tra temperature e configurazione cristallinea; da qui ho cercato la configurazione cristallinea che volevo, che guarda caso risultava essere nello strumento precurvato e l’ho congelata!!! si si congelata, in che modo? con l’ Ipotermizzante topico Aka ghiaccio spray per il test di sensibilità . Devo dire che tale congelamento della fase martensitica dura poco in breve tempo ritorna alla temperatura e quindi alla forma originaria, ma è il tempo che basta per oltrepassare uno scalino, falsa strada ecc.. In questo modo riusciamo ad oltrepassare l’ostacolo con lo strumento in fase martensitica e precurvato ma visto il calore corporeo tornerà in brevissimo tempo (15-20 secondi) alla configurazione originale .

Sarebbe interessante capire se questo “congelamento” che apportiamo allo strumento ne alteri la cristallografia in modo tanto evidente da avere brutte sorprese clinicamente, non sappiamo infatti se congelando il NiTi (senza neanche sapere a che temperatura lo portiamo) potremmo in qualche modo indebolire la lega ed avere problemi di separazione dello strumento durante la sagomatura canalare.

Provando su denti estratti ed blocchetti in acrilico non si nota differenza non sembrano riportare segni di indebolimento : deformazioni plastiche, despiralizzazione ecc pero si sà queste sono solo parole frutto di un lavoro assolutamente empirico….

In ogni modo io comunque vi lascio, come tradizione del blog vuole, il protocollo per precurvare gli strumenti in NiTi… visto che siamo nell’era dello share…condividiamo.

Per prima cosa dobbiamo procurarci un device che precurvi gli strumenti Iso (es. Flexobend)

 

flexobend

Stabilire a che lunghezza si trova l’ostacolo da bypassare nel canale radicolare

Riportare la lunghezza nello strumento niti

Alloggiare lo strumento nel flexobend o similari

Curvare e mantenere il file Ni-Ti nella forma desiderata e congelarlo con il ghiaccio spray per circa 10 secondi (il tempo di congelamento e durata può variare da strumento a strumento)

Fino a nuove e fondate evidenze scientifiche non consiglio l’uso di questa tecnica su i nostri pazienti…noi continueremo ad approfondire l’argomento per stabilire predicibilita, stabilita e sicurezza del frozen NiTi.

 

Ancora buon 2016 e buona Epifania a tutti i colleghi, amici, pazienti e conoscenti!!!

 

Fabio D.

 

 

http://www.nanolab.unimore.it/it/wp-content/uploads/2012/05/niti-background-reading.pdf

Kuhn G, Jordan L. Fatigue and mechanical propertiesof nickel-titanium endodontic instruments. J Endod 2002Oct;28(10):716-20.
Jordan L, Goubaa K, Masse M, Bouquet G. Comparativestudy of mechanical properties of various ni-ti based shape memory alloys in view of dental and medical applications. Journal de Physique 1991;1:139-144.
Duerig TM, Pelton A, Stockel D. An overview of nitinol medical applications. Materials Science and Engineering A1999;273-275:149-160.
Funakubo H. Shape memory alloys. Gordon & Bleach,New York, NY, USA, 1987.

 

 

 

 

Circa l'autore

Fabio De Propis

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