SBIANCAMENTO PROFESSIONALE DEI DENTI NON VITALI

Oggi torniamo a parlare della nostra amata conservativa…Negli ultimi anni la richiesta dello sbiancamento dentale è cresciuta in maniera esponenziale, provocando così un’esplosione commerciale dei prodotti da utilizzare per questo genere di trattamento. Dopo aver descritto in un precedente articolo lo sbiancamento dei denti vitali o esterno, vi parlerò dello sbiancamento interno ossia quello che riguarda i denti non vitali.

Come già visto lo sbiancamento è il trattamento che tramite un processo chimico di ossidazione attuato dal perossido,provoca la disgregazione degli agglomerati di sostanze cromogene che danno la pigmentazione del tessuto dentale dando così l’effetto sbiancante.

Lo sbiancamento interno consiste nella collocazione di un agente sbiancante all’interno della camera pulpare del dente che presenta la discromia,per questo si realizza solo in denti devitalizzati.

Vi sono differenti tecniche e materiali utilizzati per questo trattamento,è stato però dimostrato che il materiale che da meno effetti avversi è il perborato di sodio in polvere. Questo si può trovare in diverse presentazioni come mono,tri o tetra idrato a seconda della quantità di ossigeno che presenta,miscelato con acqua ossigenata. Vi illustrerò qui di seguito,come al solito,le indicazioni,le controindicazioni e un protocollo clinico da adoperare.

 

INDICAZIONI PER LO SBIANCAMENTO INTERNO

 

  • Pigmentazione della camera pulpare,solitamente dovuta a :

 

  • Necrosi pulpare(fig.1)

 

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  • Residui di polpa a seguito della terapia canalare(solitamente cornetti pulpari).
  • Emorragia pulpare.
  • Riassorbimento interno(fig.2)

 

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  • Residui di materiale di otturazione.
  • Pigmentazione dentinale.
  • Tinzione per tetracicline di I grado.
  • Negli elementi dentari dove lo sbiancamento esterno non ha avuto successo.

 

CONTROINDICAZIONI PER LO SBIANCAMENTO INTERNO

 

  • Pigmentazione dello smalto superficiale.
  • Difetti nella formazione dello smalto(ES:amelogenesi imperfetta).
  • Grande perdita di dentina.
  • Presenza di carie.
  • Grandi otturazioni in composito.
  • Tinzioni per tetracicline di III grado.
  • Intense fluorosi.
  • Ipersensibilità dentinale.
  • Denti con grandi camere pulpari(denti giovani).

 

SISTEMATICA CLINICA

 

  1. Verifica del sigillo apicale della endodonzia se si tratta di un elemento già devitalizzato.
  2. Presa del colore con apposita guida.(fig.3)

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  1. Isolamento dell’elemento o gli elementi dentari interessati.(fig.4)

 

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  1. Apertura della camera puplare.
  2. Devitalizzare il dente se non è già devitalizzato.
  3. Eliminare con una fresa a fiamma di grano fino di 46 micron circa,(fig.5) ostacoli di dentina o smalto all’interno della camera in modo da lasciare le pareti interne piane e lisce.

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  1. Rimuovere il materiale di otturazione di circa 3-4 mm rispetto alla linea amelo cementizia.
  2. Collocare una barriera tra materiale di otturazione e agente sbiancante con un cemento vetroionomerico,un composito fluido(con dovuto accondizionamento previo) o idrossido di calcio.
  3. Mordenzatura della camera puplare con acido orto fosforico al 37 % per eliminare il fango dentinale favorendo cosi la diffusione di ossigeno.
  1. Miscelare in un vaso dappen il perborato di sodio in polvere con acqua ossigenata sino ad ottenere una consistenza semi fluida.
  1. Collocare la miscela all’interno della camera.
  1. Coprire con una pallina di cotone secco.
  1. Chiudere la cavità con un’otturazione provvisoria.
  1. Rivedere il paziente dopo circa 7-10 giorni per controllare il risultato.
  1. Se il risultato è soddisfacente,lavare la camera con ipoclorito di sodio ed in seguito con acqua, per eliminare residui di ossigeno nei tubuli dentinari che potrebbero inibire la polimerizzazione dell’adesivo e realizzare l’ otturazione definitiva.
  1. Altrimenti si elimina l’otturazione provvisoria,si lava la camera con ipoclorito di sodio e si torna a collocare il perborato di sodio miscelato con acqua ossigenata sino ad ottenere il risultato desiderato,per poi realizzare l’otturazione definitiva.

 

TRICKS:

 

  • Controllare il sigillo apicale dalla radiografia.
  • Evitare perossido di idrogeno e di carbamide essendo questi i materiali che più spesso hanno dato effetti avversi come riassorbimento radicolare e/o cervicale in seguito alla diffusione tramite i tuboli dentinali e difetti del cemento,sino a raggiungere il legamento parodontale.
  • Creare un sigillo tra materiale di otturazione canalare e agente sbiancante,cosiglio con idrossido di calcio perchè essendo quest’ultimo alcalino contrasta il pH acido del perborato conferitogli dal perossido.
  • Monitorare il paziente a distanza di tempo poiché la disidratazione dentale provocata dall’agente sbiancante può dare alterazioni cromatiche.
  • Come visto all’inizio dell’articolo il perborato di sodio si può avere diverse presentazioni e che a seconda della quantità di ossigeno si avrà un maggiore o minore effetto sbiancante,è vero però che un eccesso di ossigeno nella miscela con acqua ossigenata potrebbe inibire la polimerizzazione dell’adesivo,quindi valutate bene il caso a seconda della discromia dentale.

 

BIBLIOGRAFIA

 

  • Combinación de tres tecnicas de blanqueamiento en dientes no vitales. Reporte de un caso. Gabriel Gallego,Oliver Zuluaga. Revista CES Odontología Vol. 19 – No. 2 2006.
  • Estudio Piloto de Microfiltración In Vitro de Dos Materiales Selladores Para Blanqueamiento en Dientes No Vitales. Herney Garzon R., María del P. Perez, Adriana Monedero, Elsa V. Velasquez. Revista Estomatología 2006; 14(1):22-26.
  • Protocollo clinico per il trattamento cosmetico di sbiancamento interno. Franchi, L. Generali, L. Giannetti, U. Consolo.Cosmetic Dentistry. nr 1_2012.

Circa l'autore

Dr.Valerio Di Calisto

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