Restauri posteriori: 1 molare inferiore

C’è poco da fare.. la conservativa è proprio bella e dopo aver visto la modellazione del primo molare superiore, oggi parleremo del primo molare inferiore. Riusciamo a gestire la modellazione con la visione diretta, ergo la nostra schiena non risente delle posizioni irregolari che assumiamo; in più, l’anatomia è facile da apprendere! Ripassiamo assieme la morfologia del primo molare inferiore.

Il primo molare inferiore è il maggiore dei molari inferiori ed ha una forma pentagonale. Ha 3 cuspidi vestibolari (mesio-vestibolare, centrale e disto-vestibolare) e 2 linguali (mesio-linguale e disto-linguale).

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La cuspide centrale ha una forma di “cravatta” ed il centro della scultura del dente coincide esattamente con la sua punta; è importante assicurarci questa struttura al momento della ricostruzione per non perdere il centro della nostra struttura.carl 2

Prima di iniziare con il protocollo ricordarsi sempre il consenso informato!

 

Protocollo

Elenchiamo i nostri passaggi:

  • Creare una cavità di prima classe, facendo sì che i bordi della cavità siano degli spigoli vivi e non arrotondati; inoltre, cercando di fresare creando degli angoli retti;
  • Applicare il mordenzante per 20s, cominciando dallo smalto per poi riempire tutta la cavità, coinvolgendo anche la dentina;
  • Applicare una pallina di cotone bagnata con clorexidina 2% per 30s, sciacquare e soffiare; crea dei legami più forti con i gruppi fosfato dopo la mordenzatura e, oltre a disinfettare la superficie cavitaria, la sua assunzione aumenta l’umidità della superficie dentinale, fattore chiave nel processo di adesione.
  • Utilizziamo un adesivo bi-componente di ultima generazione Clearfil SE Bond; applicare il primer auto mordenzante per 20s in maniera energica, lasciare agire per 10s ed, in seguito, spalmare il bond; polimerizzare per 20s ( la durata della polimerizzazione dipende dai mV/cm2 della lampada.
  • Iniettare nella cavità uno strato sottile SDR, per favorire l’adattamento del composito alla base cavitaria, regolarizzare le irregolarità dovute al fresaggio, contenere la contrazione da polimerizzazione e garantire uno strato elastico sul quale si adageranno gli incrementi superiori.

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  • Applichiamo lo strato di dentina mantenendoci mediamente su un colore A4- A5 che nei restauri posteriori va a garantire un nucleo di dentina molto cromatico. Anticipiamo l’anatomia come sotto rappresentato, individuando subito il centro della scultura nel vertice della “cravattina” della cuspide centrale dell’elemento.

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  • L’ultimo incremento sarà applicato settorialmente, utilizzando uno smalto ad alti valori cromatici e posizionando le piccole ball di composito preriscaldate manipolandole con guanti sterili. In basso presentiamo una sequenza dell’ultimo strato cuspide a cuspide, iniziando dai versanti mesiali e finendo con i distali.

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Tricks

 

  • Dopo avere creato la cavità rifiniamo i margini per non lasciare primi dello smalto senza supporto, che potrebbero fratturarsi per la contrazione di polimerizzazione della resina composita. La rifinitura possiamo utilizzare in questa sequenza le frese della Komet 8836KR e 836KRF per raddrizzare i margini cavitari e 9401 e 9402. Ricordiamo che l’utilizzo ottimale delle frese si basa sul rispettare il range dei giri indicati dalla casa madre (quante volte ci ritroviamo con i gommini consumati e che girano talmente veloce che schizzano sulla superficie senza lavorarla come vorremmo?)

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  • Utilizziamo un mordenzante in gel, che non deve fluire o debordare oltre i punti in cui viene applicato, per cui manteniamo regolari i limiti del nostro restauro, evitando di creare strati di adesivo o di resina troppo sottili che si fratturerebbero durante la masticazione. Consiglio il Gel Etchant della kerr al 37%, il cui colore viola assicura in maggiore contrasto ed un’ulteriore precisione nel posizionamento del mordenzante.
  • Ricordiamo che la “cravattina” rappresenta il punto d’inizio della costruzione dell’anatomia occlusale durante il posizionamento dello strato dentinale
  • Dopo aver adagiato le ball con il brunitore d’amalgama con punta sferica con un movimento verso il centro della scultura, possiamo tirare il composito all’altezza dei margini dello strato appena creato con un pennellino. Eviteremo così un’abbondante rifinitura dei margini e non rischieremo di compromettere l’anatomia appena creata con le frese. Consiglierei il pennellino M della MICERIUM, anche se non è molto lontano da quelli che si possono comprare in una comune cartoleria.
  • Il pennello si utilizza con il dorso dei peli e non con la punta e ricordiamoci che le punte devono essere compatte e non aperte, per mantenere una tiratura più regolare.
  • Per stabilire il colore degli incrementi, potremo avvicinare gli elementi della nostra guida a colori in zone specifiche, prima di posizionare la diga. Generalmente, si può stabilire il colore della dentina adagiando il nostro elemento alla zona cervicale del dente, la quale presenta uno spessore di smalto sottile e lascia trasparire molto di più il colore reale del tessuto. Ricordiamoci che il colore del dente si compone nella dentina naturale che è opaca, in quanto lo smalto è traslucido ed attua come modificatore del colore.

Link

http://www.kerrdental.it/FillingMaterials/EtchingMaterialsAndAdhesives/Etchant/GelEtchant

http://www.micerium.it/amministrazione/repository/gruppi/32/stain.pdf

Bibliografia

  • Ronaldo Hirata. TIPS – Claves en Odontologia Estética. Editorial Médica Panamericana. Artes Médicas. 2014
  • Marco Veneziani. Build-up & Press Technique: nuovo approccio adesivo minimamente invasivo ad alto biomimetismo estetico . Il Dentista Moderno. Coservativa. Maggio 2014
  • Patel P. Desai PD. Comparative Evaluation of Microleakage of class II Cavities restored with Different Bulk Fill Composite Restorative Systems: An in Vitro Study. Journal of Research and Advancement in Dentistry. Febbraio 2016
  • Ferrari P. Veneziani M. A comparison of various adhesive composite restoration in the posterior regions. Practical procedures & aesthetic dentistry. October 2007
  • Chang YE. Shin DH. Effect of Chlorexidine Application Methods on Microtensile Bond Stenght to Dentin in Class I Cavities. Operative Dentistry 2010

 

a cura del dott.Carlo Satta

Circa l'autore

Dr.Valerio Di Calisto

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