Odontoiatria vs pacemaker: cosa fare?

Le cardiopatie sono tra le patologie più frequenti e mi capita spesso di avere a studio un paziente portatore di pacemaker. Questo apparecchio non è nient’altro che un generatore di impulsi elettrici, ma come ben sapete, nel nostro studio abbiamo vari dispositivi elettronici che possono creare interferenze, per questo ho voluto creare un protocollo da seguire sia per aiutarmi a gestire questi casi con maggiore sicurezza, sia, facendo riferimento alla bibliografia attuale, capire quanto l’utilizzo dell’anestetico e di determinate apparecchiature odontoiatriche possano influire negativamente sul paziente.

 

Pacemaker vs anestetico locale

Non ci sono interazioni note tra anestetico locale e pacemaker, ci sono però casi in cui è controindicato l’utilizzo di un vasocostrittore, questi sono:

 

 

  • Ipertensione severa e molto severa (>180-110)

 

  • Aritmie refrattarie alla terapia

 

  • Infarto miocardico recente (<6 mesi)

 

  • Angina instabile

 

  • Ictus cerebrale recente (<6mesi)

 

  • By-pass coronarico recente (<3mesi)

 

  • Insufficienza cardiaca scompensata

 

  • Ipertiroidismo non controllato con terapia

 

Pacemaker vs apparecchiature odontoiatriche

A questo punto, essendo un endodonzista, mi sono domandato se il rilevatore d’apice per esempio potesse creare un’interferenza nel pacemaker del paziente, ed anche quali altri dispositivi di normale uso clinico potessero essere un pericolo.

Strumenti odontoiatrici che possiamo utilizzare senza nessun rischio sono:

– Turbina e micromotore

– Apparecchi radiografici

Le apparecchiature che invece non dobbiamo utilizzare in quanto presentano un potenziale rischio di generare interferenze sono:

Ablatore per detartrasi a ultrasuoni: è sconsigliato ma può anche dipendere dal tipo di dispositivo installato nel paziente poiché i pacemaker di ultima generazione a seconda della marca hanno interferenze solo in alcuni casi,anche per questo una comunicazione con il cardiologo è di grande importanza.

Rivelatori di apici: è sconsigliato il suo utilizzo ma anche in questo caso dipende dal dispositivo e comunicando col cardiologo possiamo sapere se quel determinato pacemaker può soffrire o meno interferenze da parte del nostro rivelatore che compromettano il corretto funzionamento.

Poltrone odontoiatriche con magneti: alcune sedie odontoiatriche contengono magneti posti nei poggiatesta. Se il pacemaker o defibrillatore è programmato per non rispondere ad un magnete, i pazienti possono sedersi su queste sedie.

Se il dispositivo impiantato è programmato per rispondere ad un magnete:

 

  • La forza del magnete è minore a 10 Gauss (1m Tesla): i pazienti possono sedersi su queste sedie.

 

  • La forza del magnete è maggiore o uguale a 10 Gauss (1m Tesla): i pazienti non devono sedersi su queste sedie poiché il funzionamento o la programmazione del dispositivo potrebbero venire alterati.

 

Elettrocauterizzazione: può influenzare temporaneamente il funzionamento di un pacemaker o defibrillatore impiantato. Per questo motivo NON SI DEVE USARE l’elettrobisturi.

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Protocollo e Considerazioni:

 

  • Comunicare con il cardiologo per qualsiasi dubbio o incertezza di informazione.

 

  • Eseguire una minuziosa anamnesi e una cartella clinica completa.

 

  • Si raccomanda di tenere le fonti di corrente e i cavi il più lontano possibile dal dispositivo impiantato per minimizzare l’interferenza elettromagnetica.

 

  • Evitare di appoggiare i cavi elettrici delle apparecchiature sopra la zona in cui si trova il dispositivo impiantato.

 

  • Si raccomanda di regolare le apparecchiature in modo che funzionino con il minimo di energia clinicamente accettabile. Bisogna però tener conto del fatto che la minimizzazione dell’erogazione di corrente non previene necessariamente l’interferenza magnetica con il pacemaker o defibrillatore impiantato.

 

  • Se un paziente munito di pacemaker o defibrillatore lamenta sintomi come stordimento, aumento della frequenza del battito cardiaco, shock defibrillatorio, oppure sente dei suoni di avvertimento provenire dal suo dispositivo,in genere basta che si sposti più lontano dalla fonte di interferenza o che l’apparecchio venga spento affinché il dispositivo riprenda a funzionare normalmente.

 

  • Controllare le apparecchiature poiché alcuni produttori potrebbero controindicare l’utilizzo del prodotto per i pazienti muniti di un pacemaker o defibrillatore impiantato.

 

  • I pazienti devono consultare il medico incaricato di controllare il loro dispositivo per discutere ogni dubbio riguardo alle possibilità di interferenza.

 

 

A questo punto, dopo aver chiarito quali trattamenti possiamo fare con sicurezza in questa categoria di pazienti, vi saluto e vi ricordo che giovedì uscirà un nuovo articolo quindi, continuate a seguirci e….BE SMART!

 

Bibliografia:

Gomez G, Duran-Sindreu F, Jara Clemente F, Garofalo RR, Garcia M, Bueno R, Roig M. The effects of six electronic apex locators on pacemaker function: an in vitro study. International Endodontic Journal, 46, 399–405, 2013.

Idzahi, K., de Cock, C. C., Shemesh, H., & Brand, H. S. (2014). Interference of electronic apex locators with implantable cardioverter defibrillators. Journal of endodontics, 40(2), 277-280.

Elayi, C. S., Lusher, S., Nyquist, J. L. M., Darrat, Y., Morales, G. X., & Miller, C. S. (2015). Interference between dental electrical devices and pacemakers or defibrillators: results from a prospective clinical study. The Journal of the American Dental Association, 146(2), 121-128.

 

a cura di Massimiliano Baldinetti

Circa l'autore

Dr.Valerio Di Calisto

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