LO SBIANCAMENTO DENTALE PROFESSIONALE

Dopo aver parlato di endodonzia oggi torniamo alla conservativa!

Sempre più spesso capitano in studio pazienti che con rivista alla mano che chiedono di avere un sorriso “hollywoodinano”,per questo motivo il mercato della cosmetica dentale, in particolar modo per ciò che riguarda gli sbiancamenti dentali, è esploso creando una vasta scelta di prodotti con differenti metodiche di funzionamento. Nonostante la grande quantità di prodotti, il fattore comune in tutti è il perossido, espresso principalmente in forma di perossido di idrogeno e di carbamide a differenti percentuali di concentrazione. Queste sostanze che penetrano la superficie dentale, tramite un processo chimico di ossidazione disgregano gli agglomerati cromogeni, in questo modo, vengono frazionati in porzioni più piccole riducendo la quantità di rifrazione della luce che a noi appare come colore o tinzione , producendo così un effetto sbiancante.

In questo articolo cercherò di riassumere le indicazioni e le controindicazioni per questo tipo di sbiancamento e l’approccio clinico da adoperare sia per uno sbiancamento professionale che quello domiciliare.

SELEZIONE DEL CASO E DEL PAZIENTE

Il primo passo da effettuare è come sempre la diagnosi, ossia bisogna distinguere il tipo di tinzione in modo da poter optare per il miglior trattamento.

Le discromie dei denti vitali possono essere causati da un fattore estrinseco o intrinseco:

  • le prime, interessano la parte esterna del dente e sono facilmente eliminabili con strumentazioni meccaniche (polish , airpolish).In questo caso si avvieranno le procedure di igiene professionale come l’utilizzo di strumenti manuali o sonici o con sostanze abrasive.
  • le seconde invece interessano l’intero spessore del dente e dunque bisognerà ricorrere ad un trattamento della superficie dentale chimico attraverso gli agenti sbiancanti previamente descritti, i perossidi.

    INDICAZIONI PER LO SBIANCAMENTO :

    • –  Invecchiamento
    • –  Condizioni igieniche e dietetiche inadeguate
    • –  Dentinogenesi imperfetta
    • –  Fluorosi dentale
    • –  Discromie da somministrazione lieve o moderata di tetracicline
    • –  Necrosi o emorragia pulpare
    • Calcificazione completa della camera pulpare e della cavità intraradicolare

       

      CONTROINDICAZIONI PER LO SBIANCAMENTO:

  • –  Discromie da utilizzo inadeguato di materiali per il trattamento endodontico e ricostruzione dello stesso
  • –  Denti sensibili
  • –  Dentina esposta
  • –  Superficie radicolare esposta
  • –  Riassorbimenti radicolari
  • –  Difetti nella formazione dello smalto
  • –  Fratture
  • –  Carie dentali
  • –  Malattie parodontali
  • –  Otturazioni mal eseguite: quando il gap marginale non è ottimale
  • –  Pazienti con scarsa igiene orale
  • –  Pazienti fumatori che non sono in grado di smettere questa abitudine durante il trattamento
  • –  Forti bevitori: l’alcool disidrata i tessuti per cui avremmo maggiori possibilità di danni pulpari.

    SBIANCAMENTO PROFESSIONALE O DOMICILIARE?

    Questa scelta dipende da alcune variabili come:

  • La qualità e la discromia del paziente, se è una severa il trattamento domiciliare dovrebbe essere troppo dilungato con i tempi andando a

    discapito della sensibilità dentale e della funzionalità dell’agente sbiancante.

  • Il grado di collaborazione del paziente: se il paziente è collaboratore

    può effettuare il trattamento domiciliare dando ovviamente le dovute istruzioni.

  • Aspettative del paziente: se il paziente desidera ottenere il risultato in

    un minor periodo di tempo si opterà per il trattamento professionale alla poltrona.

  • Struttura dentale: se il paziente ha una dentatura con un fine strato di

    smalto o una particolare sensibilità dentinaria è più indicato il trattamento domiciliare essendo meno traumatico.

  • L’esperienza del professionale: se si realizza il trattamento nello

    studio il risultato è maggiormente controllabile e predicibile.

    SBIANCAMENTO PROFESSIONALE ( Opalescence Boost della Ultradent)

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Nei trattamenti sbiancanti professionali si utilizzano prodotti ad alta concentrazione per brevi periodi e possono essere considerati la prima scelta in caso di discromie moderate ed in pazienti poco collaboratori. Parte dell’effetto sbiancante al termine del trattamento, è dovuto anche alla disidratazione dello smalto. Inoltre queste sostanze possono essere attivate tramite la luce, sia essa alogena, al plasma, a led o laser. Alternative alla luce possono essere considerati gli ultrasuoni veicolati da apposite docce o attivatori chimici. Il principio attivo più utilizzato è il perossido di idrogeno a concentrazioni tra il 35 e il 40 %.

SISTEMATICA CLINICA

-Una volta avvisato il paziente sulla dinamica del trattamento gli si fa firmare un consenso informato apposito per lo sbiancamento prima di iniziare con la terapia.

 

-Presa del colore, con apposita guida(Fig.2)

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-Isolamento del campo operatorio(Fig.1) : tramite apribocca(Fig.3), diga di gomma o liquida fotopolimerizzabile ,è importante proteggere i tessuti molli peri e intra orali per evitare lesioni iatrogeniche causate dall’agente sbiancante.

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-Preparare le superfici dentali interessate per facilitare l’adesione e la penetrazione della sostanza sbiancante.

-Applicazione dell’agente sbiancante: solitamente si usa il perossido di idrogeno al 35-38% e si applica tramite un brush o siringa sulla tutta la superficie del dente in modo uniforme.

-Una volta collocato il perossido iniziare il conto alla rovescia del primo ciclo seguendo sempre le istruzioni della casa produttrice per quanto riguarda tempistiche e sistemi di attivazione, che sono fondamentali per evitare lesioni alla struttura dentale o insulti alla polpa e l’esito del trattamento.

-Se si usa un agente ad attivazione con lampade o laser proteggere il paziente con gli appositi occhiali protettivi.

-Durante i vari cicli che variano a seconda del caso di discromia e del prodotto, è importante monitorare il paziente ,essendo una procedura che può durare per decine di minuti.

-Alla fine dei cicli lavare bene per togliere completamente l’agente sbiancante sempre facendo attenzione alle mucose.

ESEMPIO: 2 sedute alla poltrona da 2 cicli ciascuna(il ciclo dipenda dal prodotto comunque di media dura 10 minuti) a distanza di una settimana di perossido di idrogeno al 38%.

TRICKS

  • Informare il paziente che nelle 36 ore dopo il trattamento deve evitare di bere liquidi coloranti e fumare.
  • Avvertire il paziente che 2-3 giorni dopo il trattamenti può avvertire sensibilità dentinaria.
  • E’ importante capire comunicando con il paziente e capire le sue aspettative.
  • E’ importante dire al paziente che al massimo si può raggiungere il suo colore degli altri denti.
  • Per monitorare il caso si devono fare foto pre e post trattamento.
  • Spiegargli in cosa consiste il trattamento.
  • Avvertire il paziente che al 3 ciclo si suole avere un picco sensibilità dentinaria.
  • È fondamentale individuare il grado di collaborazione e di diligenza del paziente, se sappiamo che non indosserà le mascherine realizzeremo una seduta professionale, il dentista è responsabile dell’esito del trattamento!
  • Quando possibile in pazienti con strato di smalto sottile e elevata sensibilità optare il trattamento domiciliare a bassa concentrazione.
  • Sconsiglio di effettuare trattamenti di mantenimento prima di tre mesi.
  • Evitare l’assunzione di cibi e bevande colorate per almeno 36 ore dall’intervento.
  • Consigliabile a fine trattamento l’utilizzo di paste a base di fluoro e nitrato di potassio al fine di velocizzare il ripristino dell’integrità dei tessuti duri del dente e di ridurre la sensibilità post trattamento.
  • Astenersi dalle tecniche adesive per 15 giorni.
  • In casi di discromie severe si possono unire il trattamento domiciliare e il professionale.
  • Utilizzare una guida di colori per monitorare il trattamento.

     

    LINKS: Qui potete trovare tutte le informazioni sui prodotti e i loro prezzi

    – http://www.dentalgreen.it/opalescence-boost-2.html?gclid=CN_zs- mVpc4CFQ6eGwodCRIDbA

    BIBLIOGRAFIA:

  • –  Valutazione del bleaching dentale mediante spettrofotometria e SEM. Marzia Sfreddo, Selvaggia Mason. Quintessenza Internazionale 2005; 5: 55-76.
  • Comparative Clinical Study of Two Tooth Bleaching Protocols with 6% Hydrogen Peroxide. Jesus Oteo Calatayud, Paloma Mateos de la Varga,Carlos Oteo Calatayud and Maria Jose’ Calvo Box. Hindawi Publishing Corporation International Journal of Dentistry Volume 2009.
  • Laser application in tooth bleaching: an update review. Z Mohammadi; Flavio Palazzi; Luciano Giardino. Minerva stomatologica 60(4):167-78 · April 2011

a cura del Dott. Massimiliano Baldinetti

Circa l'autore

Dr.Valerio Di Calisto

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