La modellazione dei restauri posteriori.

Buonasera a tutti. Nella nostra “prima puntata” parleremo della modellazione delle prime classi dei molari superiori. Non vi annoierò raccontandovi temi quali la natura del composito e la sua composizione, la sua forza di contrazione durante la polimerizzazione, che mi porterebbero ad una descrizione troppo prolungata; bensì vi proporrò un protocollo semplice e schematico per una pratica ricostruzione. Le cavità di I classe sono molto comuni nella pratica quotidiana e molto spesso, una volta effettuata la mordenzatura ed applicato il sistema adesivo ed il flow, ci troviamo in difficoltà nella ricostruzione, in quanto non sappiamo da che parte iniziare fondamentalmente! Per poter modellare bisogna conoscere anche un po’ di anatomia.. quindi ripassiamo! Il primo molare superiore presenta una forma di parallelogramma.

primo

Ha la struttura di maggior volume di tutti i denti posteriori, cioè la cresta trasversale od obliqua che va dalla cuspide MP alla DV. Il suo centro non coincide con il centro geometrico del dente, bensì è lievemente spostato in direzone mesiovestibolare

secondo

terzo

Protocollo

Veniamo a noi, descrivendo la parte pratica in maniera schematica e di facile comprensione:

  • Creare una cavità di prima classe, facendo sì che i bordi della cavità siano degli spigoli vivi e non arrotondati; inoltre, cercando di fresare creando degli angoli retti;
  • Applicare il mordenzante per 20s, cominciando dallo smalto per poi riempire tutta la cavità, coinvolgendo anche la dentina;
  • Dopo aver eliminato l’acido con l’aspiratore ed aver sciacquato abbondantemente per 40s, vi consiglio l’utilizzo di un adesivo bi-componente di ultima generazione Clearfil SE Bond; applicare il primer auto mordenzante per 20s in maniera energica, lasciare agire per 10s ed, in seguito, spalmare il bond; polimerizzare per 20s;
  • Iniettare nella cavità uno strato sottile SDR, per favorire l’adattamento del composito alla base cavitaria, regolarizzare le irregolarità dovute al fresaggio e contenere la contrazione da polimerizzazione.qurto
  • Applicare in un singolo strato di composito la dentina pari al 2/3 dello spazio cavitario; in questo momento bisogna “disegnare” con la sonda, o con lo strumento per composito di Dietschi 1/2 Hu Friedy, il perimetro delle cuspidi che andremo a sviluppare.8
  • L’ultimo strato si applica a settori: inizieremo creando una pallina di composito con dei guanti sterili, che formerà la cuspide MV, per poi proseguire con la nostra scultura (in senso antiorario) del Lobulo Mesiale, la cuspide MP, la cuspide DV e per finire con la cuspide DP. La stratificazione cuspide a cuspide aiuta nel dominio della scultura finale. Per ogni cuspide si eseguono due solchi secondari, i quali si situano ai lati del centro cuspidale, che rappresenta la superficie di contatto con il dente antagonista.

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Tricks

  • Durante la conformazione della cavità, gli spigoli vivi (angolo cavo superficiale) fanno sì che non si crei uno strato sottile di composito ( nel caso di uno spigolo bisellato o arrotondato) che potrebbe fratturarsi con maggiore probabilità, creando così delle vie di infiltrazione;
  • La preparazione di cavità prevede, idealmente, che le pareti laterali abbiano una convergenza verso il fondo della cavità di circa 15°-18°, uno spessore minimo di circa 1,5-2 mm, l’angolo cavo-superficiale non bisellato e i prismi dello smalto regolarizzati.
  • Durante l’applicazione della dentina, creiamo i limiti delle nostre future cuspidi separando le porzioni di composito; si ridurrà la contrazione per polimerizzazione essendoci delle masse più piccole e non più un’unica unità.
  • Modelliamo il composito dando molti “colpetti vibratori” con la spatola: essendo le resine materiali tissotropici, più movimenti si realizzano, più fluida ed appiccicoso sarà il materiale.
  • Durante la modellazione dell’ultimo strato, utilizziamo un brunitore per amalgama con il terminale a palla. Con questo strumento si manipola la resina verso il centro della scultura e non verso l’esterno; in questa maniera il volume resinoso rimane orientato in direzione del centro ed i contatti saranno distribuiti verso la fossa e non spalmati verso i versanti cuspidali, che ci costringerebbero ad un eccessivo fresaggio durante la rifinitura.

Link:

https://webshop.hu-friedy.de/it/trattamento-conservativo/brunitori/brunitore-per-amalgama-26-27s-man-6

https://webshop.hu-friedy.de/it/trattamento-conservativo/strumenti-per-otturazione-in-com/strumento-per-composito-dietschi-1-2-man-liscio

Bibliografia

  • Ronaldo Hirata. TIPS – Claves en Odontologia Estética. Editorial Médica Panamericana. Artes Médicas. 2014
  • Inside Dentistry. SureFil® SDR™ flow Posterior Bulk Fill Flowable Base. October 2009.
  • Alberto Pujia; Stefano Riccioni. Le restaurazioni estetiche indirette in odontoiatria conservativa. http://www.tokuyama.it/wp-content/uploads/2014/08/Las-restauraciones-est%C3%A9ticas-indirectas-en-Odontolog%C3%ADa-Conservadora-Dr.-Alberto-Pujia-Odt.-Paolo-Riccioni_es.pdf

a cura dell dott. Carlo Satta

Circa l'autore

Dr.Valerio Di Calisto

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