Frenuli & Laser

I frenuli sono pliche di tessuto mucoso che uniscono le labbra e le guance ai processi alveolari delle ossa mascellari limitandone i movimenti; sono costituiti prevalentemente da tessuto connettivale (fibre collagene ed elastiche) rivestito da epitelio pavimentoso non cheratinizzato, e possono includere fibre muscolari che originano dal muscolo orbicolare del labbro. A differenza del frenulo labiale, il frenulo linguale contiene fibre elastiche. Il frenulo linguale congiunge la parete ventrale postero-anteriore della lingua alla mucosa del pavimento orale.

Per la loro localizzazione anatomica sono suddivisi in frenulo labiale mediano superiore, mediano inferiore, frenuli vestibolari laterali, oltre il frenulo linguale. Si identificano quattro classi:

– classe I: frenulo con un’inserzione al livello della linea mucogengivale;

– classe II: frenulo con un’inserzione al di sotto della linea mucogengivale e al di sopra degli elementi dentari;

– classe III: frenulo con un’inserzione tra gli elementi dentari;

– classe IV: frenulo con inserzione a livello del palato.

Spiegato cosa sono ora vediamo se e quando è meglio trattarli e la tecnica più adeguata. Il trattamento chirurgico dei frenuli orali è indicato quando sono considerati patologici, ovvero non solo in presenza di al trazioni ortodontiche protesiche, parodontali o estetiche, ma anche laddove la presenza del frenulo sia direttamente causa di un problema funzionale come la difficoltà nell’allattamento, il disturbo nell’articolazione del linguaggio oppure una postura scorretta. Quest’ultima può essere conseguenza di un’errata postura linguale da anchiloglossia. In particolare l’alterata postura linguale, a riposo e in corso di deglutizione, influenza la fisiologica attivazione del muscolo linguale stiloglosso che influisce a sua volta sui movimenti ritmici di espansione e di contrazione della cavità cranica (respirazione cranica primaria) quindi sul corretto equilibrio e funzionamento delle fasce muscolari dell’intero organismo.

Riguardo al momento più idoneo per il trattamento, per quanto riguarda il frenulo labiale superiore, prima si riteneva che il trattamento chirurgico precoce (6-8 anni) potesse favorire la risoluzione della chiusura spontanea del diastema interincisivo, attualmente si preferisce attendere l’eruzione degli incisivi laterali e dei canini superiori permanenti (9-12 anni) per escludere la risoluzione spontanea del diastema e quindi per valutare l’indicazione al trattamento chirurgico del frenulo.

Anche il frenulo labiale mandibolare veniva trattato in età precoce con lo scopo di ridurre non tanto i diastemi inferiori quanto il rischio di lesione alla mucosa gengivale dei denti adiacenti. L’intervento chirurgico dovrebbe essere riservato esclusivamente a casi selezionati in cui il frenulo interferisce con le corrette manovre di igiene orale e quando si ha un preciso riscontro clinico del coinvolgimento del frenulo nei fenomeni di distrofia dei tessuti marginali. Il trattamento chirurgico del frenulo linguale, invece, può essere indicato in tutti i soggetti con anchiloglossia significativa, senza limiti relativi all’età. Un frenulo linguale viene riferito patologico quando per anomalie di lunghezza, volume, consistenza e/o inserzione determina condizioni patologiche dal punto di vista funzionale. La maggior parte degli Autori sono concordi sul fatto che il frenulo linguale corto abbia un’incidenza di circa il 4% nei neonati ed è segnalata una prevalenza nei maschi di circa 2:1. La valutazione clinica viene effettuata constatando l’effettiva mobilità della lingua facendo compiere al paziente movimenti di sollevamento, lateralità e protrusione. L’anchiloglossia è una condizione patologica che comporta scarsa mobilità della lingua dovuta a frenulo linguale insolitamente inspessito, teso e/o corto.

 

Le indicazioni per la rimozione di un frenulo sono:

1) frenulo anomalo associato a infiammazione gengivale, che non consenta l’esecuzione di una buona igiene orale;

2) frenulo anomalo associato a un’area di recessione progressiva;

3) frenulo mascellare associato alla persistenza di un diastema mediano, dopo completa eruzione dei canini permanenti;

4) frenulo mascellare abnorme e/o anomalo (classe III e IV), predisponente la persistenza di un diastema in dentizione mista;

5) frenulo mandibolare anomalo (a inserzione interincisiva alta), predisponente la comparsa di recessioni gengivali.

Per quanto riguarda il trattamento dei frenuli orali patologici la tecnica tradizionale a lama fredda, secondo la metodica tradizionale, è stata sostituita dal laser che permette di eseguire interventi di frenulectomia e di frenulotomia, offrendo diversi vantaggi, non solo inerenti le fasi operatorie, ma anche la qualità della guarigione postoperatoria; consentendo una operatività chirurgica in campo pedodontico più semplice e sicura rispetto all’uso della lama fredda. La frenulotomia consiste nella semplice interruzione delle fibre del frenulo, al fine di ridurre terapeuticamente le forze di tensione; la frenulectomia, invece, consiste nell’escissione completa del frenulo e delle sue inserzioni, congiuntamente alla mucosa che lo riveste.

I laser utilizzati in chirurgia orale, come sostenuto dalla Food and Drug Administration, sono l’Er:YAG, l’Er,Cr:YSGG, il CO2, l’Nd:YAG, il diodi e il KTP; tutte apparecchiature diverse tra loro per lunghezza d’onda. A prescindere dal tipo di apparecchiatura laser a disposizione, le accortezze operatorie che devono essere rispettate durante l’escissione del frenulo, sono:

PROTOCOLLO

  • la prima fase consiste nell’analisi delle caratteristiche particolari e generali del paziente
  • iniziare con energie inferiori, per poi gradualmente aumentare i parametri fino a quando l’azione di taglio risulta sufficiente; questo per conoscere l’interazione del laser in uso con quel particolare istotipo tessutale con cui interagisce, evitando in questo modo inutili effetti di carbonizzazione;
  • pulire costantemente la fibra mediante una garza umida o un rotolino di cotone, per mantenere costanti la coerenza e la collimazione del raggio laser durante la fase attiva;
  • soltanto di avvalersi dell’applicazione di una pomata anestetica a base di lidocaina
  • applicare il raggio laser sempre in modo perpendicolare alla superficie da trattare e con movimenti di oscillazione, cioè evitando di arrestarsi su un unico punto di applicazione; questo è importante per ottimizzare l’azione di taglio e per evitare eventuali necrosi da surriscalda-mento che potrebbero inficiare il risultato estetico e funzionale della guarigione;
  • mantenere l’aspirazione attiva durante l’intervento per evitare che i vapori laser possano essere inspirati dagli operatori
  • non applicare i punti di sutura o di posizionarne solamente alcuni, al solo fine di stabilizzare la ferita losangica residua

 

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Vantaggi del laser in chirurgia orale

  • Semplificazioni delle fasi chirurgiche
  • Migliore emostasi del campo operatorio
  • Anestesia plessica e sutura spesso non necessarie
  • Miglioramento della guarigione
  • consente un comfort postoperatorio del paziente sempre ottimale, senza somministrazione di farmaci;
  • consente una guarigione dei tessuti gengivali priva di retrazioni cicatriziali;
  • la tecnica molto predicibile, con bassa insorgenza di recidiva;
  • il laser è uno strumento che per il paziente e i suoi familiari non rappresenta un motivo di agitazione o stress, ma è anzi di valido aiuto nell’incrementare la compliance del bambino.

 

  1. Olivi, F. Anaclerico, P. Maturo, M. Bartolino, R. Docimo; Utilizzo del laser Er,Cr in interventi di frenulectomia; 9/2006 dental cadmos
  2. Gianluca Tenore G. Gaimari S. Zicari Umberto Romeo Indicazioni al trattamento laser chirurgico dei frenuli orali patologici  2011Apr;22(4):

 

 

Paola Polatti

Circa l'autore

Fabio De Propris

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