“Colletti scoperti”

Quante volte vediamo nel nostro studio lesioni nella zona cervicale dei denti i cosiddetti “colletti scoperti”. Qualche volta si tratta di carie ma la maggior parte delle volte si tratta di lesioni non cariose.

Le lesioni cervicali, d’origine non cariosa, sono caratterizzate da perdita di sostanza dentale nella zona del colletto a livello della giunzione smalto-cemento.

 

Come ci dobbiamo comportare di fronte a questo tipo di lesioni?

Per prima cosa domandiamoci quale sia la causa.

Nonostante l’eziopatogenesi non sia ancora del tutto chiarita possiamo riconoscere i seguenti fattori causali che, quasi sempre, non agiscono singolarmente ma in combinazione tra loro, conferendo un’eziologia multifattoriale.

 

Fattori abrasivi: logorio fisico troppo duro della superficie del dente per l’eccessiva forza applicata allo spazzolino durante le manovre d’igiene orale domiciliare, la direzione non corretta delle setole rispetto all’asse del dente (spazzolamento orizzontale), l’impiego di una pasta dentifricia eccessivamente abrasiva e l’eccessiva frequenza. Altre cause sono l’utilizzo del filo interdentale in modo improprio, mordere oggetti duri (come le unghie, tappi di bottiglia, o penne), o masticare tabacco.

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Fattori erosivi: l’erosione dentaria è stata definita da alcuni autori come «la perdita superficiale dei tessuti duri del dente a mezzo di un processo chimico che non implica l’azione di batteri». Causate da agenti chimici quali l’acido fosforico e l’acido citrico contenuto in diverse bevande, sostanze alcoliche e alcuni stupefacenti (fattori estrinseci) ma riscontrabili anche in pazienti con reflusso gastro-esofageo e nei bulimici (fattori intrinseci, si presentano con perdita di sostanza dentale prevalentemente a livello del colletto sia vestibolare che palatale.

  • Eccessivo consumo di bevande analcoliche (alti livelli di acidi fosforici e citrico)
  • Bevande di frutta (alcuni acidi nelle bevande di frutta sono più erosiva di acido della batteria)
  • La secchezza della bocca o basso flusso salivare (xerostomia)
  • Dieta (ad alto contenuto di zuccheri e amidi)
  • Reflusso acido ( GERD )
  • Problemi gastrointestinali
  • I farmaci ( aspirina , antistaminici )
  • Genetica (condizioni ereditarie)

Diversi autori, hanno trovato un’associazione tra l’erosione dentaria e disordini alimentari come il vomito cronico, l’anoressia nervosa, la bulimia e l’ulcera duodenale.

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Fattori meccanici (abfrazioni): l’applicazione di una forza occlusale eccessiva (per esempio parafunzioni masticatorie) può provocare una microflessione dell’elemento dentale a livello del terzo cervicale con una predisposizione alla disgregazione, si presentano clinicamente come cavità strette, allungate in senso mesio-distale e dai margini netti e ben definiti.

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Questi traumi causano ipersensibilità dentale dovuta all’abrasione di cemento radicolare e sono spesso accompagnate da perdita di gengiva aderente che protegge i tessuti parodontali sottostanti. Le lesioni su citate, oltre alla difficile tecnica di riparazione, possono portare a medio o lungo termine, alla frattura o alla perdita degli elementi dentali colpiti.

I segni e sintomi:

  • Sensibilità. Alcuni alimenti (dolci) e le temperature degli alimenti (caldi o freddi) possono causare una fitta di dolore nella fase iniziale di erosione dello smalto.
  • I denti possono apparire di colore giallo.
  • Crepe e spigoli. Gli spigoli dei denti diventano più ruvidi, irregolari e frastagliato poco a poco che lo smalto si erode
  • Grave, sensibilità dolorosa. Nelle fasi successive di erosione dello smalto, i denti diventano estremamente sensibili alle temperature ed ai dolci. Si può sentire una scossa dolorosa che toglie il fiato.
  • delle vere e proprie depressioni appaiono sulla superficie dei denti.
  • Quando lo smalto si consuma, il dente è più suscettibile alla carie. Quando la carie entra nello smalto duro, ha ingresso al corpo principale del dente.

 

Prevenzione

Tuttavia, è anche importante seguire questi consigli:

  • L’educazione del paziente sulle cause e la prevenzione di erosione dentale sono essenziali per prevenire la progressione
  • eliminare i fattori eziologici, siano essi di origine intrinseca o estrinseca o una combinazione dei due.
  • Un’attenta revisione della storia clinica del paziente.
  • Valutare la funzione della ghiandola salivare dei pazienti, a causa del forte associazione tra diminuzione del flusso salivare e suscettibilità ad usura dei denti erosiva.
  • Recenti evidenze da studi in vitro suggeriscono che alte concentrazioni di fluoro topico sono in grado di limitare il progresso di erosione e aumentare la resistenza all’abrasione
  • cure mediche quando sono coinvolti fattori intrinseci, come anoressia / bulimia o malattia da reflusso gastro-esofageo
  • Ridurre o eliminare l’esposizione frequente bibite acide e succhi di frutta
  • Evitare le abitudini erosivi che inducono, come sorseggiando, fruscio o tenere le bevande in bocca e bere con una cannuccia, assicurando il flusso non si rivolge direttamente ad ogni superficie del dente individuale (se le bevande acide sono consumati)
  • Evitare di dentifrici a basso PH
  • Utilizzare un rimineralizzante
  • Considerare l’utilizzo di bevande acide modificati con un ridotto potenziale erosivo invece di prodotti regolari.
  • Se si osservano parafunzioni è necessario ricorrere a un bite
  • I pazienti con basso flusso salivare sono considerati più suscettibili di usura dei denti erosiva.
  • Spazzolamento dei denti, in particolare con  l uso di dentifrici abrasivi, non deve avvenire o immediatamente prima o dopo e la sfida erosiva.
  • la saliva ricca di calcio aiuta a rafforzare i denti, anche se si beve una bibita acida o succo di frutta

Trick:

  1. Consiglio di utilizzare lo spazzolino meridol con setole morbide o uno spazzolino elettrico con rivelatore luminoso di pressione.
  2. Tecnica di spazzolamento corretta (tecnica di Bass modificata):

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https://www.youtube.com/watch?v=Y3kZGCz1HHA#t=55

 

  1. Guardare sulla confezione dei dentifrici la sigla RDA, acronimo di Relative Dentin Abrasivity che indica l’abrasività. Al di sopra di 100 questo valore è troppo elevato e, nel tempo, potrebbe causare danni allo smalto. Un buon dentifricio deve possedere un’abrasività sufficiente a rendere liscia e lucida la superficie dello smalto ma al tempo stesso non deve essere eccessivamente abrasivo. RDA 50 = alta abrasività; RDA 25 = bassa abrasività. I “dentifrici sbiancanti” hanno un alto RDA e, pertanto, un alto indice di abrasività

 

Protocollo

L’approccio al recupero conservativo nel trattamento delle lesioni cervicali, sfruttando tecniche adesive ai tessuti cavitari, non può essere identico a quello messo in opera per trattare cavità derivanti dalla rimozione del tessuto cariato. Le differenze consistono nell’impossibilità, spesso, d’isolare i margini cervicali cavitari con la diga di gomma e nel fatto di dover trattare, se esiste un’esposizione dentinale, un substrato che è andato incontro a processi reazionali (dentina sclerotica patologica).

Corretta anamnesi per capire la causa della lesione

Eliminare la causa (fattori estrinsechi ed intrinsechi)

Anestesia

impossibilità d’isolare i margini cervicali cavitari con la diga di gomma

filo retrattore

Bisellatura dei margini di smalto cavitario con una fresa di grana gialla o rossa prima della mordenzatura; permette d’ottenere la sezione traversa dei prismi dello smalto aumentando così la superficie d’adesione e probabilmente la forza di legame della resina composita a tale substrato

Applicazione del mordenzante sulla dentina sclerotica delle lesioni, l’incremento dei tempi di mordenzatura della dentina sclerotica da 15” a 30” aumenta la forza di legame del restauro a tale substrato

Applicazione di sistemi adesivi non semplificati, e in particolare di sistemi etch and rinse a tre passaggi, produce un legame adesivo migliore
e più stabile nel tempo rispetto a ogni altra forma di semplificazione

Applicazione di un composito ibrido convenzionale o di un flow

Togliere il filo retrattore

Pulire e lucidare la superfice con dischi e gomme

 

Bibliografia

1.Olga Di Fede, Chiara Di Liberto, Francesco Di Nicola, Nicola Giannone, Giuseppe,Occhipinti, Lorenzo Lo MuzioGiuseppina Campisi Manifestazioni orali da reflusso gastroesofageo; Recenti Progressi in Medicina; Vol. 96, N. 9, Settembre 2005 Pagg. 445-451

  1. S. Daniele, L. Rimondini, G. Lodi, A. Carrassi; Lo stato dell’arte in odontoiatria adesiva; la riabilitazione multidisciplinare del cavo orale; ENTAL CADMOS 2009 Marzo;77(3)
  2. A.G. Fischetto, G.L. Mascolo, S. Eramo, V.A. Malagnino; Lesioni cervicali traumatiche e forza di spazzolamento; Atti del XII Congresso Nazionale SIDOC – Roma 14/15/16.2.2008
  3. Domenick T, Adrian Lussi; Erosion chemical and biological factors of importance to the dental practitioner; International Dental Journal (2005) 55, 285-290

 

 

Paola Polatti

 

 

 

Circa l'autore

Fabio De Propris

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