Archivio -giugno 2016

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A volte ruotare non basta: contrangolo EVA
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BIODENTINE: Il sostituto dentinale bioattivo
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Preparazione verticale: tecnica BOPT
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GLICINA
5
Preparazione a finire: Feather edge
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Gutta Condensor
7
IMMAGINI VOLUMETRICHE 3D
8
Radiographic Points
9
ParaPost Taper Lux

A volte ruotare non basta: contrangolo EVA

Ogni qual volta che in estetica mi ritrovo a restaurare un dente, mi rendo conto di quanto lasciare dei margini e superfici totalmente lisce e levigate sia la chiave per mantenere la salute parodontale, l’estetica e la longevità delle nostre ricostruzioni. La levigatezza superficiale che possiamo ottenere dipende dalla composizione del composito , la presenza di bolle , e gli strumenti e le procedure utilizzate. Quando abbiamo stratificato al meglio il composito e quindi ricreato l’anatomia originale, non scordiamoci che ci manca ancora la rifinitura e lucidatura, in conservativa abbiamo diversi metodi che possono essere utilizzati, possiamo utilizzare ad esempio i dischi Sof-Lex della 3M ESPE o i tantissimi tipi di gommini di grana differente che ci offre il[…]

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BIODENTINE: Il sostituto dentinale bioattivo

Come tutti sappiamo, la perdita di dentina(coronale o radicolare),riduce significativamente l’ integrità del dente. La sostituzione con un materiale che sia capace di restaurare l’ integrità fisiologica del dente è quindi di fondamentale importanza,sia per aumentare la resistenza del elemento danneggiato sia per preservare e proteggere la polpa dentale.   Dall’ idrossido di calcio al MTA , la ricerca continua di un materiale “ideale” ha portato ad evoluzioni e migliorie dei gold standard di una volta.   Oggi vorrei parlarvi di un materiale che mi ha aiutato in diverse situazioni essendo estremamente versatile: il BIODENTINE®  (Septodont, St. Maur-des-Fossés, France).   E’ un cemento bioattivo a base di Silicato Tricalcico estremamente performante,che deriva dal famoso e[…]

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Preparazione verticale: tecnica BOPT

PREPARAZIONE CON TECNICA BOPT(BIOLOGICALLY ORIENTED PREPARATION TECNIQUE) Eccoci di nuovo per la seconda parte della preparazione del moncone protesico.Nella prima parte abbiamo visto la preparazione “feather edge” oggi vi descrivo la tecnica che considero l’evoluzione gold standard della tecniche a finire,ossia la tecnica BOPT. La sigla sta per Biologically Oriented Preparation Tecnique,si riferisce alla gengiva e la sua migrazione che viene guidata dal profilo d’emergenza a seconda della sua convessità e l altezza decise dal tecnico in base alla necessità di modificare la parabola gengivale. Concretamente e clinicamente vi sono poche differenze tra questa tecnica e la precedente,come vedremo nel seguito dell’articolo. SISTEMATICA DI PREPARAZIONE DEL MONCONE 1. Controllo della profondità del solco gengivale con[…]

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GLICINA

Il biofilm è il fattore eziologico principale nello sviluppo della malattia parodontale. La formazione di tartaro insieme a la superficie radicolare esposta promuove una maggiore ritenzione di biofilm, ostacolando in tal modo il corretto controllo di esso. La rimozione del biofilm, sia sopra come sottogengivale è una procedura fondamentale nel trattamento parodontale iniziale e come supporto ad essa per questo scopo, possono essere utilizzati curette, spazzolini, strumenti sonici, ultrasonici e air-perio polishing. Alcuni prodotti come il bicarbonato di sodio viene utilizzato per la sua azione abrasiva e sbiancante. Le particelle di bicarbonato di sodio possono avere una granulometria di circa 250 μm, rimuove efficacemente il biofilm batterico sopragengivale e le macchie sulla superficie dello smalto.[…]

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Preparazione a finire: Feather edge

  Parliamo di protesi! Uno degli argomenti ancora dibattuti in protesi riguarda la preparazione dei monconi vitali e non, che dovranno supportare capsule unitarie o pilastri per ponti. Per questo motivo vi vorrei illustrare sistematiche operative,indicazioni,vantaggi e svantaggi delle differenti tecniche di preparazione dividendo l’articolo in più sezioni.Nella prima affronteremo le preparazione conosciuta come “a finire” o a lama di coltello o “feather edge”. Come suggerisce il nome stesso questa tecnica non delimita una specifica e netta linea di terminazione ma bensi un’area e sarà il tecnico a decidere dove collocare la porzione terminale cervicale del manufatto protesico.   SISTEMATICA DI PREPARAZIONE DEL MONCONE Anestesia Utilizzare fresa a fiamma a grana grossa ad anello verde,150[…]

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Gutta Condensor

Ancora una volta sono qui a lasciare il mio feed-back positivo sull’uso della guttaperca calda per il sigillo tridimensionale del sistema canalare. La sistematica che sto per presentarvi è comoda ma soprattutto economica. La guttaperca calda e’ considerata ad oggi il gold standard della terapia canalare. La maggior parte dei sistemi di otturazione canalare a caldo hanno una curva di apprendimento abbastanza rapida ma elevati costi di gestione (sistema carried-based es. Thermafill 6-10 euro a canale, sistemi di back filling con gutta alpha Es. obtura costo elevato del device) o\e device ingombranti e scomodi da trasportare se si lavora in molte consulenze. Per queste motivazioni usando l’obtura 2 in studio, estremamente scomodo da trasportare in[…]

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IMMAGINI VOLUMETRICHE 3D

Quando si parla di chirurgia ed implantologia credo che sia assolutamente necessaria fare una corretta analisi radiografica per poter progettare l’intervento nella maniera più sicura e corretta. Quali esami radiografici dobbiamo richiedere al paziente per una corretta valutazione implantare? Le tecniche radiografiche tradizionali, quale l’ortopantomografia, sono spesso insufficienti per progettare l’intervento chirurgico, perché rappresentano un’indagine bidimensionale che peraltro soprattutto nei settori posteriori delle ossa mascellari, forniscono una rappresentazione non in scala 1:1 delle strutture ossee prese in esame. Dobbiamo richiedere una tomografia computerizzata (TC) o una Cone Bean CBCT (Cone Beam Computed Tomography). La TC è basato su radiazioni ionizzanti (raggi X) grazie al quale si è in grado, grazie a programma di software denominato[…]

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ParaPost Taper Lux

    Dopo una cura canalare è sempre necessario mettere un perno? E come fare a scegliere la misura, il materiale più adatto? Come cementarlo? Oggi voglio rispondere a queste domande. Come ben sappiamo i denti devitalizzati sono più fragili di quelli naturali e e possono rompersi più facilmente. Si ritiene che sia la perdita di struttura dentale di carie, traumi o entrambi che rende i denti devitalizzati più sensibili alle fratture; il rischio di frattura aumenta all’aumentare dell’altezza delle cuspidi e all’assottigliamento delle pareti cavitarie. Per cercare di diminuire questo rischio bisogna cercare di proteggere il dente dandogli più struttura quando è necessario in modo tale che le forze di masticazione siano distribuite in[…]

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